Lui & Lei
Cambridge #5 - Shopping da Harrods
giorgal73
26.08.2025 |
12.058 |
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"Ondate di piacere mi travolsero mentre lei continuava a succhiare, inghiottendo fino all'ultima goccia..."
Mentre scendevamo le scale verso la sala da pranzo, non potevo fare a meno di sorridere ripensando ai momenti intimi appena trascorsi sotto la doccia. Elena mi strizzò l'occhio con complicità, facendomi arrossire.Stefania ci riportò alla realtà. "Ragazzi, cercate di darvi un contegno, o gli altri capiranno subito cosa abbiamo combinato!"
Annuimmo cercando di assumere un'aria il più possibile innocente e composta. Entrammo nella sala e ci sedemmo al nostro solito tavolo. Trovammo Antonio e le altre ragazze del gruppo intente a mangiare e a scherzare.
Antonio ci salutò. "Buongiorno! Alla buon ora, come mai avete tardato?"
"Colpa di queste fanciulle, mi hanno occupato il bagno per un tempo infinito e le ho poi costrette ad aspettarmi."
Elena mi diede un calcio sotto il tavolo, guardandomi con lo sguardo complice e divertito. "Ma quale infinito, saranno stati dieci minuti al massimo. Non ascoltarlo Antonio.”
"Va bene, scusate il ritardo. Ora però facciamo colazione in fretta o ci metteranno in punizione se arriveremo in ritardo anche in aula.", disse Stefania cambiando velocemente discorso.
Mentre addentavo il mio croissant, non potevo fare a meno di scambiare occhiate furtive con Elena. I suoi occhi scintillavano maliziosi e mi provocavano brividi giù per la schiena ripensando ai nostri corpi avvinghiati.
Finita la colazione, ci affrettammo a raggiungere le rispettive aule per iniziare il nostro corso intensivo di inglese. Quella mattina, la mia attenzione era praticamente inesistente.
La mattinata trascorse lenta e faticosa, con esercizi di grammatica e conversazione che mi sembravano interminabili. Quando finalmente arrivò l'ora di pranzo, mi precipitai fuori dall'aula, ansioso di rivedere Elena e Stefania.
Purtroppo trovai solo Antonio che mi prese sotto braccio e mi condusse fuori nel parco.
"Dai Giorgio, facciamo due passi e godiamoci questo sole estivo", mi disse trascinandomi lungo il sentiero alberato. "Ho notato che stamattina eri un po' distratto durante la lezione. Ieri sera te e Stefania siete spariti, ma è successo qualcosa? tutto a posto con Vanessa?"
Sentendo la domanda di Antonio, mi sentii avvampare e distolsi lo sguardo. "No, no, tranquillo. Ieri abbiamo portato Vanessa al dormitorio e l’abbiamo assistita finché il mal di pancia non si è calmato. Poi io e Stefania abbiamo chiacchierato del più e del meno finendo per fare tardi e questa mattina, semplicemente avevo tanto sonno. Tutto qui", mentii, sperando di suonare convincente.
Antonio mi scrutò per un attimo, poco persuaso dalla mia risposta evasiva. "Mhmm, se lo dici tu. Comunque, andiamo a mangiare che ho fame e tu?"
Annuii distrattamente, seguendo Antonio verso la mensa. La mia mente continuava a vagare verso la serata precedente con Stefania ed Elena, ricordando ogni dettaglio della nostra particolare esperienza.
Cercai di scacciare quei pensieri mentre entravamo nella sala affollata, prendendo un vassoio e mettendoci in fila per il pranzo. Mentre riempivamo i piatti con pasta al pomodoro e insalata mista, scorsi Elena e Stefania sedute a un tavolo in fondo alla sala. Il mio cuore accelerò i battiti quando incrociai lo sguardo di Stefania, che mi sorrise timidamente prima di distogliere gli occhi.
Io e Antonio ci sedemmo a un tavolo vicino, unendoci ad altri compagni di corso. Cercai di concentrarmi sulla conversazione e sul cibo, ma non riuscivo a smettere di lanciare occhiate furtive nella direzione delle due ragazze. Notai che anche loro mi guardavano di sottecchi, forse, cercando di capire se stessi raccontando qualcosa del nostro ménage.
"Allora, che programmi avete per oggi pomeriggio?" chiese Antonio al gruppo, riportando la mia attenzione al tavolo.
"Pensavamo di andare da Harrods per dello shopping sfrenato , visto che abbiamo il pomeriggio libero", rispose Marco, un ragazzo milanese. "Vi unite a noi?"
Stavo per rispondere quando sentii una mano sulla spalla. Mi girai e vidi Stefania in piedi dietro di me, con un sorriso esitante sulle labbra.
"Ciao Giorgio, posso parlarti un attimo in privato?" mi chiese a bassa voce.
Annuii, alzandomi dal tavolo e seguendola fuori dalla mensa, ignaro degli sguardi incuriositi dei miei compagni. Una volta nel corridoio deserto, Stefania si fermò e si girò verso di me, mordendosi il labbro inferiore.
"Senti, riguardo a ieri sera…" iniziò, fissandomi con sguardo indagatore. " Non è che stai raccontando ai tuoi amichetti quello che è successo, vero?"
La domanda mi colse di sorpresa. "No, certo che no!" mi affrettai a rispondere, sentendo le guance arrossire. "Non ne ho fatto parola con nessuno, te lo giuro. Quello che è successo ieri sera resta tra di noi."
Stefania sembrò rilassarsi un po'. "Bene, perché sai… è stata una cosa del momento, un'avventura. Non vorrei che si sapesse in giro."
"Capisco perfettamente," dissi annuendo. Eppure, una parte di me era delusa. Avevo sperato che quel nostro momento intimo significasse qualcosa di più per lei.
"Però..." Stefania esitò, abbassando lo sguardo. "Devo ammettere che mi è piaciuto. Molto." Rialzò gli occhi e mi fissò intensamente. "E mi piacerebbe ripetere l'esperienza, se anche tu sei d'accordo."
Il cuore prese a battermi all'impazzata. "Sì, sì certo che sono d'accordo!" dissi forse con un po' troppo entusiasmo.
Tornai al tavolo in mensa, ma non riuscivo a concentrarmi sulla conversazione. I pensieri continuavano a correre alle parole di Stefania e alla prospettiva di un altro incontro bollente con lei… Improvvisamente, lo shopping da Harrods non mi sembrava più così allettante.
Per tutta la giornata non vidi né Elena né Stefania, che avevano deciso di andare al mercato di Portobello Road. In compenso, nel gruppo partito alla scoperta di Harrods, non c'era solo Antonio ma anche Vanessa, che ha continuato a lanciarmi occhiate furtive per tutto il viaggio.
L'avevo notata fin dalla prima volta, ma non ci avevo dato molta importanza. Le strade di Londra erano piene di colori vivaci e profumi allettanti, che attiravano turisti e gente del posto. In mezzo alla folla caotica, ho intravisto negozi eleganti e palazzi imponenti, e la curiosità mi ha attirato verso di loro come una calamita. Ma la mia attenzione continuava a tornare agli sguardi strani di Vanessa, chiedendomi cosa potessero significare. Ovviamente, la faccenda lentamente iniziò a incuriosirmi.
Quando arrivammo a destinazione, Antonio ci raggruppò e ci diede precise istruzioni per la visita ai grandi magazzini. Ci chiese di non andare da soli in giro, ma di formare almeno delle coppie, inoltre, se ci fossero stati dei problemi dovevamo subito tornare all’ ingresso principale e farlo chiamare dalla direzione.
Vanessa con uno slancio fulmineo mi prese sottobraccio : "Giorgio ti fa se oggi facciamo coppia, visto che ieri mi hai aiutato, vorrei sdebitarmi con te!"
Rimasi sorpreso dalla sua proposta, ma annuii con un sorriso. "Certo, perché no?" risposi, cercando di nascondere la mia curiosità riguardo al suo comportamento.
Ci avviammo insieme verso l'ingresso di Harrods, seguendo il resto del gruppo. L'edificio era maestoso, con elaborate decorazioni e vetrine scintillanti che esponevano merci di lusso. Una volta all'interno, rimanemmo abbagliati dallo splendore dei reparti, ognuno dedicato a una categoria specifica di prodotti.
Vanessa mi trascinò verso il reparto di abbigliamento femminile, dove file interminabili di abiti eleganti e alla moda si estendevano a perdita d'occhio. "Che ne dici di questo?" mi chiese, indicando un vestito rosso fuoco.
"È bellissimo," risposi, ammirando il tessuto pregiato. "Staresti benissimo con quello."
Lei sorrise, compiaciuta. "Grazie, Giorgio. Sei davvero gentile."
Continuammo a girare per il negozio, commentando i vari articoli e ridendo delle boutade di Vanessa. Lentamente, iniziai a rilassarmi in sua compagnia, dimenticando momentaneamente i suoi sguardi enigmatici.
Tuttavia, mentre eravamo al reparto di gioielleria, notai che Vanessa si era fatta improvvisamente silenziosa. Seguii il suo sguardo e vidi che era fissato su un paio di orecchini di diamanti, dal prezzo esorbitante.
"Vanessa, tutto bene?" chiesi, preoccupato.
Lei si riscosse dai suoi pensieri e mi guardò con un'espressione indecifrabile. "Sì, certo. È solo che… stavo pensando a ieri sera."
"Cioè, al malore che hai avuto?" Indagai con un po' di curiosità.
Mi rispose, colorandosi di rosso in viso: "No, ma a quello che ho sentito. Ho capito che ieri sera tu e Stefania siete stati insieme."
Rimasi senza parole per un momento. Non mi aspettavo che Vanessa tirasse fuori l'argomento in modo così diretto. "Io... ecco… non è come pensi," balbettai, sentendomi in colpa anche se in realtà non avevo fatto nulla di male.
Lei scosse la testa. "Non devi giustificarti con me, Giorgio. So bene quello che ho sentito. Poi Stefania è una bellissima donna. Quindi per te è stata la prima volta con una donna vero? Anzi dovrei dire con due. Ho sentito anche i gemiti di Elena insieme ai vostri. Raccontami com’è stato?"
Rimasi stupito da quanto Vanessa aveva dedotto. Non solo aveva capito di me e Stefania, ma anche che Elena era coinvolta. E ora voleva che le raccontassi i dettagli intimi della scorsa notte.
"Vanessa, non credo sia appropriato parlarne…" iniziai a dire, imbarazzato. Ma lei mi interruppe mettendomi un dito sulle labbra.
"Shh, non essere timido. Sono solo curiosa. Dai, raccontami tutto. Com'è stato fare l'amore con due donne bellissime come loro?" insistette, con uno sguardo malizioso.
Deglutii a fatica. La sua vicinanza e il suo profumo mi facevano girare la testa. Esitante, iniziai a raccontare.
"È stato... travolgente. Non avevo mai provato niente di simile. I loro corpi caldi contro il mio, le loro carezze ovunque… Mi sono sentito in estasi."
Vanessa ascoltava rapita, mordendosi il labbro. "Mhmm Continua. Voglio sapere ogni dettaglio piccante."
Preso dal suo entusiasmo, proseguii il racconto, rivivendo nella mente le scene bollenti della notte precedente. Il modo in cui Stefania mi aveva cavalcato selvaggiamente. Le labbra di Elena che esploravano ogni centimetro della mia pelle. I loro gemiti di piacere che riempivano la stanza.
Vanessa sembrava sempre più eccitata dal mio resoconto scabroso. "Wow Giorgio, non avrei mai immaginato che fossi così passionale. Mi fai venire voglia di scoprirlo di persona."
Avvicinò le labbra al mio orecchio e sussurrò seducente: "Che ne dici di mostrarmi le tue doti nascoste? Potremmo divertirci un po' insieme anche noi, accompagnami al bagno."
Sentivo il cuore battere all'impazzata mentre seguivo Vanessa verso il bagno, ipnotizzato dal suo ancheggiare sinuoso. Una volta dentro, lei chiuse la porta e mi spinse contro il muro, premendo il suo corpo caldo contro il mio.
"Giorgio, ho così tanta voglia di te," mormorò, prima di posare le sue labbra sulle mie in un bacio appassionato. La sua lingua si intrecciò con la mia mentre le sue mani scorrevano febbrili sul mio petto.
Sopraffatto dal desiderio, la sollevai facendola sedere sul lavandino. Le sue gambe mi avvolsero i fianchi, attirandomi più vicino. Con dita tremanti le sbottonai la camicetta, rivelando il suo seno prosperoso racchiuso in un reggiseno di pizzo nero.
"Sei bellissima," sussurrai, tracciando una scia di baci roventi lungo il suo collo. Vanessa gemette, inarcandosi contro di me. Le sue unghie mi graffiarono la schiena attraverso la stoffa della camicia.
In preda alla frenesia, le mie mani trovarono il bordo della sua gonna, sollevandola fino alla vita. Accarezzai l'interno delle sue cosce, risalendo lentamente verso il suo centro di piacere. Vanessa ansimava, spingendo i fianchi contro le mie dita.
Le dita la esplorarono, trovandola bagnata e stretta. L’indice e il medio incontrarono una piacevole resistenza. La sua lingua perlustrò ogni millimetro della mia bocca. Con la mano libera afferrai il suo meraviglioso seno e lo palpeggiai con delicatezza e sensualità.
Il suo sapore era un sentore di fragola misto al desiderio. Le mani che mi cingevano la testa scesero verso i miei jeans. Con una leggera spinta, mi scostò dal suo corpo e scese dal lavandino con un balzello.
I pantaloni caddero a terra, e lei, con un sorriso malizioso, si inginocchiò davanti a me.
Lo sguardo di Vanessa era carico di lussuria mentre mi fissava attraverso le ciglia. Con un sorriso malizioso, tracciò con un dito la mia erezione che premeva contro i boxer. Rabbrividii al suo tocco delicato.
"Ti voglio," sussurrò con voce roca. Senza esitare, abbassò l'elastico liberando il mio membro pulsante. Lo avvolse con una mano, accarezzandolo su e giù in un ritmo ipnotico. Gemetti, spingendo istintivamente i fianchi verso di lei.
Vanessa si leccò le labbra prima di chinarsi in avanti e far scorrere la lingua dalla base alla punta. Il piacere mi attraversò come una scossa elettrica. Chiusi gli occhi, godendomi la sensazione della sua bocca calda e umida che mi avvolgeva.
Le sue labbra formarono una stretta 'O' mentre mi prendeva sempre più in profondità. La sua lingua danzava lungo la mia lunghezza, stuzzicando punti sensibili che mi fecero tremare. Affondai le dita nei suoi capelli soffici, guidando delicatamente i suoi movimenti.
I gemiti di Vanessa vibravano attorno al mio membro, portandomi sempre più vicino al limite. Il mio corpo si tese, pronto a esplodere. All'ultimo secondo, lei si staccò con un sonoro 'pop'. Mi fissò con occhi ardenti di desiderio, le labbra gonfie e lucide.
Riprese a succhiarmi con voracità.
La pressione dentro di me diventava insopportabile. Vanessa mi stava portando verso vette di piacere mai provate prima. Con una mano mi massaggiava ritmicamente la base, mentre con l'altra mi accarezzava delicatamente i testicoli gonfi.
"Vanessa...sto per venire," ansimai tra i gemiti. Lei accelerò il ritmo, succhiando con più foga. La sua lingua turbinava attorno alla punta ipersensibile, facendomi contorcere le dita dei piedi.
Con un grido gutturale, esplosi nella sua bocca. Ondate di piacere mi travolsero mentre lei continuava a succhiare, inghiottendo fino all'ultima goccia. Il mio corpo fremeva per il potente orgasmo.
Quando i tremori si placarono, Vanessa si staccò lentamente. Mi guardò con aria compiaciuta, leccandosi maliziosamente le labbra. Si issò sopra di me e mi baciò appassionatamente, facendomi assaporare il mio stesso sapore.
"È stato incredibile," mormorai contro la sua bocca, ancora ansimando. Lei sorrise, strusciando il suo corpo nudo contro il mio.
"E non è finita qui," sussurrò seducente al mio orecchio. "Ho intenzione di farti godere tutta la notte. Tuttavia lo faremo in piena comodità nel dormitorio. Ora torniamo a fare shopping."
Mi rimisi velocemente i pantaloni, cercando di darmi un contegno nonostante il volto arrossati e i respiri ancora affannati. Uscimmo furtivamente dal bagno, sperando di non attirare l'attenzione degli altri clienti.
Vagammo per il centro commerciale, ammirando le vetrine e scambiandoci veloci e furtive palpatine. Dopo due ore ci ricongiungemmo con gli altri del gruppo.
Antonio ci chiese se tutto fosse apposto e se il giro ci avesse stimolato la fame, visto che l’ora di cena era vicina. Annuii, nascondendo un sorrisetto complice. "Sì, decisamente stimolato l'appetito," risposi con un'occhiata maliziosa verso Vanessa. Lei mi strizzò l'occhio con aria provocante.
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Il racconto che leggerai o che hai appena letto è in realtà un racconto che ho già pubblicato in passato. Questa, però, è la versione estratta dal libro che ho pubblicato su Amazon. Ci sono ovviamente delle differenze. La prima è che non sono solo 2 capitoli come la precedente pubblicazione su A69, bensì 13. Spero che la storia completa vi entusiasmi come è accaduto in precedenza!
Ogni settimana pubblicherò 3 capitoli, vi riporto il sommario così che non ve ne perdiate nessuno:
- Ricordi dal Passato
- Obbligo o Verità
- La prima volta che comprai i preservativi
- Sopraffatto da due ragazze
- Shopping da Harrods
- La comodità di un letto
- In tre la festa è più divertente
- Un Tatuaggio molto intimo
- Gita al Kioto Garden
- La villa del peccato
- Fidanzamento a porte aperte
- Caccia ai 7 nasi di Soho
- Epilogo
Bene, ora tocca a voi giudicare se sono un genio incompreso o solo un tizio che si crede uno scrittore. Un voto, dai, non fate i tirchi! E se vi va, lasciate pure un commento, anche uno di quelli che fanno ridere.
Scrivo queste storie perché mi piace farvi sognare, ma anche perché mi piace farmi un po' di pubblicità. Diciamo che sono un po' come un venditore ambulante di sogni proibiti. E sì, ho un debole per le donne, ma non sono fissato su un solo tipo. Anzi, mi piace sperimentare!
Se vi va di far parte della mia cerchia di ammiratori (o complici), contattatemi pure. Magari insieme possiamo inventare o vivere(meglio) una storia ancora più pazza. Io sono come la pubblicità occulta, mi sponsorizzo tra le righe, quindi la cosa migliore è conoscermi e poi si vedrà! Scrivetemi qui o mandatemi un telegramma il nickname è lo stesso che uso su tutti i social.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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